La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) ha riconosciuto a MM un finanziamento da 100 milioni di euro destinato a sostenere un ampio programma di investimenti infrastrutturali legati alla gestione della risorsa idrica a Milano. Le risorse accompagneranno la realizzazione di progetti strategici nei prossimi cinque anni, rafforzando la resilienza, l’affidabilità e la sostenibilità del servizio idrico integrato a beneficio di oltre 1,4 milioni di residenti, oltre a pendolari e visitatori che quotidianamente utilizzano il sistema.
La BEI è l’istituzione finanziaria a lungo termine dell’Unione Europea ed è uno dei principali finanziatori pubblici a livello mondiale nel settore idrico. Dal 1958 ad oggi ha sostenuto oltre 1.770 progetti, per un totale di più di 86 miliardi di euro, con l’Italia che negli ultimi dieci anni è risultata il maggiore beneficiario delle risorse dedicate al comparto idrico, per oltre 4,3 miliardi di euro.
Il finanziamento a MM è sostenuto dalla garanzia InvestEU, il programma dell’Unione Europea che riunisce sotto un unico quadro gli strumenti finanziari comunitari per promuovere investimenti sostenibili, innovazione e transizione ecologica. Attraverso InvestEU, la BEI ha già attivato oltre 4 miliardi di euro di finanziamenti in Italia, contribuendo a mobilitare capitali pubblici e privati a supporto di progetti strategici per i territori.
Il prestito da 100 milioni di euro sostiene il piano di investimenti 2025–2029 di MM, concordato con l’Ufficio d’Ambito della Città Metropolitana di Milano e con ARERA. L’operazione si inserisce in un percorso già avviato, che comprende un precedente finanziamento BEI da 70 milioni di euro e un prestito obbligazionario da 100 milioni, e consentirà a MM di accelerare la realizzazione di interventi prioritari per il servizio idrico milanese, beneficiando di condizioni finanziarie più favorevoli rispetto ai canali bancari.
Gli investimenti si articolano su tre principali ambiti. Il primo riguarda la depurazione delle acque reflue, con interventi sugli impianti esistenti e l’introduzione di trattamenti avanzati finalizzati alla riduzione degli inquinanti emergenti e delle microplastiche, in linea con i nuovi e più stringenti limiti normativi europei. In questo contesto rientra anche la realizzazione di impianti di digestione anaerobica per il trattamento dei fanghi, con la produzione di biogas e fertilizzanti, con il recupero del fosforo, materia prima critica, all’interno di un modello di economia circolare urbana che contribuisce all’autoproduzione di energia e all’obiettivo europeo di autosufficienza energetica del settore pubblico entro il 2045.
Il secondo ambito riguarda la riduzione del rischio di allagamenti, attraverso la realizzazione di vasche e opere di laminazione che consentono di gestire in modo più efficace gli eventi meteorologici intensi, evitando il sovraccarico della rete fognaria e permettendo un funzionamento più graduale dei depuratori.
Il terzo ambito è legato alla prosecuzione degli interventi volti alla riduzione delle perdite idriche e dei prelievi dalle falde più profonde, rinnovando l’infrastruttura dell’acquedotto cittadino e ottimizzandone la gestione anche mediante una riduzione dei consumi energetici, assicurando nel contempo l’erogazione di una risorsa idrica di qualità.
Nel loro insieme, questi interventi puntano ad aumentare l’affidabilità e la resilienza del servizio idrico di fronte a fenomeni estremi come siccità e piogge intense, a migliorare l’efficienza energetica del sistema e a consolidare le performance già raggiunte. Un percorso che ha permesso, negli ultimi anni, di ridurre le perdite di rete a Milano fino all’11%, a fronte di una media nazionale pari a circa il 40%, mantenendo al contempo tariffe tra le più basse d’Europa.





