L’impianto di mono-incenerimento fanghi installato presso il depuratore di San Rocco è ufficialmente entrato in esercizio. Realizzato inizialmente come impianto sperimentale, rappresenta oggi una delle prime esperienze pienamente operative in Italia in questo ambito e si inserisce tra le tecnologie più avanzate nel settore del trattamento fanghi da depurazione.
La struttura, interamente progettata e gestita da MM, è in grado di trattare circa 19 tonnellate al giorno di fanghi biologici disidratati ed essiccati, pari a circa il 20% della produzione totale del depuratore. I fanghi, infatti, non provengono da altri impianti, ma unicamente dal sito di San Rocco, con l’obiettivo di garantire flessibilità operativa e minimizzare l’impatto ambientale e logistico.
La tecnologia adottata consente di valorizzare gli scarti attraverso un processo termico, riducendone il volume e producendo ceneri che vengono già avviate al recupero. In questo senso, l’impianto segna un punto di svolta per le attività di ricerca e sviluppo che MM porta avanti da anni nell’ambito del trattamento fanghi e del recupero dei sottoprodotti. Le ceneri prodotte dal processo, infatti, sono al centro di una serie di studi per la loro valorizzazione, in collaborazione con il Politecnico di Milano, l’Università di Brescia e la società ISINNOVA.

È già in corso l’iter per ottenerne l’autorizzazione all’impiego nella produzione di bioplastiche (come nel caso del portachiavi nella foto), in sostituzione del talco, per realizzare materiali isolanti per l’edilizia e, in prospettiva, per il trattamento di rifiuti radiologici. Parallelamente, sono in fase di sperimentazione altre possibili applicazioni: le ceneri vengono studiate come sequestranti di CO₂ o sottoposte a procedure per attivarle come materiali adsorbenti capaci di rimuovere metalli e coloranti dalle acque reflue, con il contestuale recupero di fosforo, un elemento strategico e risorsa limitata a livello globale.
Alle attività di ricerca si affianca un’attenzione costante al controllo ambientale. Le emissioni al camino sono monitorate in modo continuo grazie a un Sistema di Monitoraggio delle Emissioni (SME) che rileva in tempo reale sostanze nocive come CO, CO₂, NOx, COT, HCl, HF, SO₂, NH₃, oltre a polveri e composti organici persistenti come diossine, furani e PCB. I dati sono condivisi in automatico con gli enti di controllo, garantendo trasparenza e tracciabilità.
L’obiettivo finale è ottenere lo status di End of Waste – un processo di recupero eseguito al termine del quale il rifiuto perde tale qualifica per acquisire quella di prodotto – e aprire nuove applicazioni industriali e ambientali, contribuendo all’obiettivo europeo di neutralità energetica degli impianti di depurazione (UWWD).
Queste linee di ricerca confermano l’approccio innovativo di MM e la volontà di sviluppare soluzioni tecnologiche capaci di ridurre gli impatti ambientali e trasformare i rifiuti in risorse. L’impianto di San Rocco non si limita dunque a risolvere una questione impiantistica, ma diventa parte di un più ampio percorso di innovazione nel settore della depurazione urbana.





