Riutilizzo delle acque reflue ed economia circolare

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Il valore dell’acqua non si esaurisce nel suo utilizzo, ma comprende anche la possibilità di recuperarla e reimpiegarla, riducendo il consumo di risorse naturali e favorendo modelli di economia circolare.

La posizione dei depuratori milanesi di San Rocco e Nosedo, nelle vicinanze del Parco Agricolo Sud Milano, rappresenta un elemento importante per il riutilizzo delle acque a fini irrigui. Durante la stagione agricola, le acque trattate vengono restituite alla rete dei canali e delle rogge utilizzati per l’irrigazione delle colture. Nel 2026, secondo i dati presentati, i volumi complessivamente restituiti all’agricoltura dai depuratori di San Rocco e Nosedo sono stimati tra 95 e 100 milioni di metri cubi. Un contributo rilevante per un territorio in cui l’attività agricola dipende dalla disponibilità di acqua e dalla gestione attenta della risorsa.

Nel caso del depuratore di San Rocco, il riutilizzo agricolo coinvolge infrastrutture irrigue come le rogge Pizzabrasa, Carlesca e Bolognina, che servono un ampio territorio e numerosi agricoltori. I dati storici illustrati durante l’intervento documentano il percorso sviluppato negli anni: dal 2012 sono stati restituiti all’agricoltura circa 125 milioni di metri cubi di acqua trattata. Il riuso viene effettuato attraverso processi di affinamento e disinfezione, secondo le condizioni previste dal piano di gestione del rischio e dalle autorizzazioni applicabili.

Il recupero delle acque non si limita all’irrigazione. Nei due impianti, l’acqua trattata viene impiegata anche in diversi processi interni, per esempio nella preparazione dei reagenti e nelle operazioni di pulizia. Un ulteriore ambito di applicazione riguarda il recupero termico: grazie alla temperatura dell’acqua depurata, è possibile alimentare sistemi a pompa di calore per la climatizzazione degli edifici e per altri processi impiantistici. A Nosedo e San Rocco, l’utilizzo di questa soluzione per la climatizzazione degli uffici consente una riduzione dei consumi energetici indicata nelle slide pari al 50%.

L’approccio circolare interessa anche la gestione dei fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue. A San Rocco, il calore recuperato dall’acqua trattata viene utilizzato per il funzionamento dell’essiccamento termico dei fanghi, con l’obiettivo di valorizzare una risorsa disponibile all’interno del processo depurativo. Tra gli sviluppi illustrati rientrano inoltre il recupero energetico e la possibilità di valorizzare le ceneri derivanti dal trattamento dei fanghi, anche per il recupero del fosforo, materia prima di interesse per diversi processi produttivi.

Queste esperienze si inseriscono in un contesto europeo in cui il riutilizzo delle acque reflue trattate presenta ancora ampi margini di sviluppo. Le cifre disponibili indicano che, a fronte di circa 40 miliardi di metri cubi di acque reflue trattate ogni anno nell’Unione europea, il volume riutilizzato è pari a circa 1,1 miliardi di metri cubi, corrispondente al 2,7%. La diffusione delle pratiche di riuso dipende anche dalle caratteristiche geografiche e climatiche dei territori, dalle esigenze agricole e dalle infrastrutture disponibili.

Di queste e di altre tematiche legate alla tutela e alla valorizzazione della risorsa idrica si è parlato il 15 ottobre 2026, all’Auditorium Cefla di Imola, durante il convegno L’acqua da risorsa naturale a diritto universale. Tutela dell’acqua, conservazione e crediti blu, al quale ha partecipato anche MM. Andrea D’Anna, Responsabile Esercizio del depuratore di San Rocco, è intervenuto con il contributo Ogni goccia conta! Dalle acque reflue al valore dell’acqua: riusi, economia circolare, illustrando le esperienze dei depuratori di San Rocco e Nosedo e le opportunità offerte dal riutilizzo delle acque trattate per l’agricoltura, i processi industriali e il recupero energetico. Un’occasione di confronto sulle soluzioni che possono contribuire a un uso più efficiente delle risorse e allo sviluppo di modelli di economia circolare.