Estate torrida: il contributo di MM per la lotta ai cambiamenti climatici a Milano

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Le temperature estive che a Milano superano regolarmente la soglia critica dei 36,6 °C stanno accelerando la metamorfosi climatica della città, spingendo MM S.p.A. – da giugno 2025 ufficialmente trasformata in Società Benefit – a ridisegnare la gestione di acqua, suolo ed energia per contrastare l’afa, la siccità e gli eventi meteorologici estremi.

Il presidio idrico contro la canicola: dalle “vedovelle” all’irrigazione dei campi
Nei giorni di caldo asfissiante, il primo fronte di mitigazione per i cittadini e i turisti è rappresentato dalle 666 storiche fontanelle pubbliche in ghisa (le celebri “vedovelle”) e dalle 54 Case dell’acqua dislocate capillarmente nei quartieri, nei parchi e nei campus universitari. Questa fitta rete non solo offre refrigerio gratuito (fino a 6 litri al giorno per utente per le Case dell’acqua). Il flusso continuo delle vedovelle, utile a mantenere l’acqua fresca e la sua qualità, viene interamente raccolto dalla fognatura e convogliato ai depuratori.

Ed è proprio nei depuratori di Nosedo e San Rocco che si compie uno dei più importanti processi di economia circolare a favore dell’agricoltura. Dei 242 milioni di metri cubi di acque reflue trattate da MM nel 2025, ben 51 milioni di metri cubi di acqua depurata di alta qualità sono stati restituiti al riutilizzo irriguo nei campi del sud Milano. Potenzialmente, il 100% delle acque depurate nella stagione irrigua potrebbe essere destinato all’agricoltura. Questo sistema supporta l’agricoltura locale dallo stress idrico anche nei periodi di siccità. 

Per limitare l’emungimento complessivo di risorsa potabile profonda, MM ha distribuito nel 2025 anche 2,3 milioni di metri cubi di “acqua tecnica” (non potabilizzata, proveniente da pozzi di prima falda o da processi di depurazione) per usi non potabili come l’irrigazione dei parchi e giardini pubblici. Al contempo, la caccia alle perdite nella rete acquedottistica si è fatta serrata: nel 2025 la società ha ispezionato 1.928,66 km di condotte con tecnologie digitali e fibra ottica, portando le perdite di rete al 10,4%, un valore straordinariamente basso se confrontato con la media nazionale del 42%.

Meno asfalto e più drenaggio: la cura contro alluvioni e isole di calore
La lotta al caldo a Milano si combatte anche liberando il suolo dal cemento. MM è impegnata nella progettazione esecutiva degli interventi di riduzione delle superfici impermeabili e di depavimentazione sul territorio comunale. Un esempio concreto è la ricostruzione naturalistica dei giardini storici di Via Marina, devastati dal violento nubifragio del luglio 2023. Qui il progetto di MM prevede la depavimentazione di circa 700 m² di asfalto e la piantumazione di 93 tigli maturi. Il risultato sarà un raffrescamento naturale tramite evapotraspirazione capace di ridurre la temperatura sotto la chioma degli alberi fino a 10-12 °C rispetto alle aree asfaltate esposte al sole.

Accanto al calore, l’estremizzazione del clima porta con sé la minaccia opposta: le “bombe d’acqua”. Per far fronte alle piogge torrenziali, come la piena straordinaria del torrente Seveso del 22 settembre 2025 (un evento con tempi di ritorno superiori a 500 anni), MM gestisce un sistema di protezione avanzato. La vasca di laminazione del Seveso, attiva dal 2024, è stata azionata con successo 6 volte nel 2025 a fronte di 21 allerte, contenendo i danni nel quartiere Niguarda. L’obiettivo a lungo termine prevede la realizzazione di ben 32.200 metri cubi di vasche di laminazione entro il 2030. Sul fronte della prevenzione stradale, la società ha effettuato ben 67.783 interventi di pulizia delle caditoie nel 2025, triplicando i numeri del 2024. Nei quartieri, invece, si diffondono i SUDS (Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile, come quello in via Pacini), infrastrutture verdi che imitano i processi naturali di assorbimento della pioggia, riducendo gli allagamenti.

La transizione energetica: tetti solari ed emissioni sotto controllo
Rendere Milano più fresca e sicura richiede la minimizzazione delle emissioni di gas serra. MM ha registrato nel 2025 emissioni Scope 1 per 38.749 tCO2eq, Scope 2 location-based per 34.017 tCO2eq (ridotte a sole 1.079 tCO2eq market-based grazie all’acquisto di energia verde con garanzia d’origine da fonti rinnovabili) e Scope 3 per 103.042 tCO2eq. Per ridurre l’impronta di carbonio, MM punta sull’efficientamento energetico e sulla corsa all’autoproduzione da fonti rinnovabili, a partire dagli impianti fotovoltaici di San Rocco (già attivo) e Nosedo (in fase di ultimazione).

I depuratori e le centrali idriche si stanno trasformando in centrali solari. L’impianto fotovoltaico del depuratore di San Rocco è entrato in funzione a fine 2025. Presso il depuratore di Nosedo, la prima fase di posa dei pannelli solari ha raggiunto il 67% di avanzamento delle opere edili. Una variante tecnologica con moduli di nuova generazione porterà la potenza installata a regime a generare 1.960 MWh annui di energia pulita su una superficie di 7.800 mq di coperture, senza alcun consumo di suolo.

Infine, nei prossimi anni MM avvierà la sezione di digestione anaerobica a Nosedo per un investimento di 25,85 milioni di euro, che consentirà di produrre biogas dai fanghi di depurazione per la cogenerazione di energia rinnovabile. Questo intervento, unito alla sostituzione delle caldaie fossili con pompe di calore che sfruttano lo scambio termico con le acque fognarie, permetterà di ridurre i consumi di gas metano di oltre 1,1 milioni di metri cubi all’anno, evitando l’emissione di ben 2.387 tCO2eq di Scope 1.

Tra acqua, alberi al posto dell’asfalto e sole sui tetti dei depuratori, la ricetta di MM dimostra che la cura e l’adattamento di una grande metropoli al clima che cambia passano inevitabilmente attraverso un’ingegneria urbana integrata e sostenibile.