“Decarbonizzare” i depuratori: il caso San Rocco, selezionato da ENEA

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Le soluzioni tecnologiche sviluppate da MM per l’efficientamento del depuratore di Milano San Rocco sono state protagoniste alla conferenza internazionale “The Water Resources and Energy Systems Conference”, organizzata da ENEA presso il Centro Ricerche di Portici. Il progetto è stato infatti selezionato come case study d’eccellenza e presentato all’interno della sessione tecnica dedicata al risparmio energetico e al recupero di risorse nel trattamento delle acque reflue, portando all’attenzione della comunità scientifica e industriale un’esperienza concreta di transizione energetica applicata al Servizio Idrico Integrato.

L’intervento, nato dalla sinergia tra MM ed ETC Engineering, consiste nella sostituzione degli attuali essiccatori dei fanghi del depuratore di Milano San Rocco con un nuovo sistema di essiccamento a bassa temperatura alimentato da pompe di calore ad ammoniaca di nuova concezione.

Panoramica delle apparecchiature elettromeccaniche (essiccatori, pompe di calore, sistemi ausiliari)

La tecnologia sfrutta il calore contenuto nelle acque reflue già depurate, recuperandolo e innalzandone la temperatura fino a circa 90 °C, valore necessario per il processo di essiccamento dei fanghi.

L’energia termica normalmente dispersa viene così recuperata e reimpiegata all’interno dello stesso ciclo depurativo, trasformando una risorsa finora inutilizzata in un elemento fondamentale del processo produttivo. Questo approccio permette di aumentare l’efficienza complessiva dell’impianto e ridurre sensibilmente il fabbisogno energetico derivante da fonti tradizionali.

L’aspetto più innovativo dell’intervento risiede proprio nell’impiego di pompe di calore per valorizzare una fonte energetica finora inutilizzata in questo tipo di applicazioni.

Pompe di calore e serbatoi di acqua fredda

Se normalmente tali sistemi vengono utilizzati per la climatizzazione degli edifici o per la produzione di acqua calda a temperature relativamente contenute, il progetto dimostra la possibilità di impiegare questa tecnologia anche in un processo industriale complesso come quello della depurazione, raggiungendo temperature significativamente più elevate grazie al recupero dell’energia presente nelle acque reflue trattate. Si tratta di un’applicazione ancora poco diffusa a livello internazionale, che apre nuove prospettive per la decarbonizzazione degli impianti di depurazione.

Il nuovo sistema, inoltre, consentirà di eliminare completamente le caldaie alimentate a gas metano oggi utilizzate per l’essiccamento dei fanghi, azzerando il ricorso a combustibili fossili per questa fase del processo. Oltre ai benefici ambientali legati alla riduzione delle emissioni, l’intervento contribuirà a rendere il depuratore più efficiente e resiliente dal punto di vista energetico, in linea con gli obiettivi europei di transizione ecologica e con le strategie di sviluppo sostenibile del settore idrico.

La selezione del progetto all’interno del programma dell’evento rappresenta un riconoscimento del valore tecnico e innovativo della soluzione sviluppata e conferma l’interesse crescente da parte della comunità scientifica e di MM verso tecnologie capaci di coniugare efficienza energetica, recupero delle risorse ed economia circolare nel settore del trattamento delle acque reflue.